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Il Messaggero | Giorno & Notte (Tutta Roma)  | Giovedì 30 Aprile 2026

La magia dell’arte e del glam 

Ospiti internazionali al vernissage di Claudia Palmira al Pigneto 

LA MOSTRA

Magia d’arte. Folla di invitati per l’opening di “Inner Calligraphics”, mostra personale di Claudia Palmira, eclettica artista newyorkese residente a Roma, ospitata nello Studio DFB di Alberto Di Fabio. Ovvero uno tra i più riconosciuti artisti contemporanei nel panorama internazionale, rappresentato dalla Gagosian Gallery. 

Siamo nella zona trendy del Pigneto, quartiere molto amato dai creativi romani. Qui l’atmosfera è allegra e cosmopolita. Il cocktail on the road è allestito proprio davanti al palazzo che nel 1945 fu il set di una famosa scena con Anna Magnani, nel cult-movie “Roma città aperta” di Roberto Rossellini. 

 Infiniti gli ingredienti di un’inaugurazione insolita ed eclettica, molto appassionata d’arte. 

 In un continuo via vai si riconoscono il regista Tommaso Mottola di Amato, fondatore di Cinema, e la moglie Gorila Musseth, attrice norvegese, e ancora il collezionista Giampiero Ruzzetti, Paolo Cremelli, Monica Cembalo Lefevre e Celina Kimble. Ci sono gli avvocati Giovanni Corrias Lucente, Carlo Macallini e Francesco Di Majo con il gallerista Massimiliano Padovani di Rome Art Week. 

Tutti ammirano le opere, in una progressione tra bianco e nero e colore, frutto dell’esplorazione interiore ventennale di Palmira attraverso la Capitale. 

Tra calici di vino, cocktail colorati e chips di verdure al pepe verde, ecco la jewelry designer Giulia Baccella, Lorenzo e Isia Pucci della Genga, Giacomo Imperiali di Francavilla, Benedetti Lignani Marchesani, che commentano con Mauro Benedetti, marito dell’artista e i giovani curatori Mattia Andres e Anamarija Runtic. 

In un mood un po’ Brooklyn e un po’ East Village, così è stato definito da diversi al Pigneto, arrivano personalità della scena artistica californiana: Henry Taylor e Rory Howard, quotato art advisor newyorkese, con Murielle Kockmann, art advisor olandese, e Rosanna D’Adamo, fashion designer francese grande fan dei foulard artistici su seta della Palmira.